posted by thelinuxuser @ 01:22 - lunedì, 14 luglio 2008

posted by thelinuxuser @ 00:20 - lunedì, 14 luglio 2008
Come sicuramente avrete potuto notare sin dall'apertura di questa pagina web,ho cambiato template.
Quello che vedete in questo istante,che fa da cornice "artistica"(ma fino ad un certo punto,me ne rendo conto ))a queste parole,dovrebbe essere il nuovo template.E' ancora in fase di "modifica",per esempio le Tag dei post,i link ad altri blog,l'archivio,i commenti e le foto sono in fondo alla pagina.
Dovrei riuscire a metterli nella colonna a destra,spostando invece i Crediti in fondo alla pagina.
Voi cosa ne pensate?Gradirei molto aver consigli da voi.Forza Gente! Lo spazio commenti vi attende!

posted by thelinuxuser @ 22:45 - domenica, 13 luglio 2008


 

posted by thelinuxuser @ 02:11 - giovedì, 10 luglio 2008
In risposta al Cancio,che in questo intervento,recensiva in maniera positiva il DDL Alfano,quello sulla sospensione dei processi per le 4  più alte cariche dello stato per intenderci,Pubblico il suo post intervallato dalle mie considerazioni,anche visto e considerato che Splinder non lo abbia accettato integralmente come commento.Se avete qualche considerazione da fare,fatela pure nei commenti e,per favore,SENZA FLAMES,intesi?

>Come avrete già capito dal titolo di questo post  si parlerà del lodo Alfano.

Si e come mi aspettavo lo hai usato per scrivere boiate,che purtroppo per te ci credi,ma in BUONA FEDE.

>Alfano è il nostro ministro della giustizia

Fino adesso,nonostante sto ddl salvafedinapenaledelBerluskaiser,è sempre meglio di Mastella,ricordiamolo.

>ed ha proposto il blocco dei processi per le alte cariche dello stato.

Valà che non l'ha proposto lui e lo sai.Tutto parte dal quel brav'uomo che ha un rispetto innato per le istituzioni che ora siede allo scranno che appartiente al presidente del Senato(seconda carica dello Stato),per chi non ha ancora capito chi è legga alla voce SICULA BROKER(Renato Schifani).Solo che la corte costituzionale l'ha bocciato per palesi difformità da quanto richiami la carta entrata in vigore il 1°Gennaio 1948 che si chiama,appunto,COSTITUZIONE.Ed essendo il personaggio di cui sopra è presidente della 1°camera della Repubblica avrebbe,come dici te dopo(vedi sputtanamento dei ministri),avuto problemi come dire...d'immagine ecco.

>Letta in tale modo potrebbe sembrare incostituzionale

Come in effetti è.

>, classista ed iniqua. In realtà non è così se ci si ferma a riflettere.

Classista ed iniqua direi di no,dal momento che norme simili a questa(DDL ALFANO)esistono anche all'estero.Solo che all'estero,non hanno primi ministri che per così dire...han più di un problema con la giustizia.

>Molto spesso , una determinata parte della magistratura molto politicizzata ha puntato il dito indice verso personaggi politici con importanti incarichi all'attivo

Questo punto di vista è condivisibile,ma è il “personaggi politici con importanti incarichi” che mi preoccupa.Se quella persona a cui fai riferimento te è la stessa a cui faccio riferimento io allora guarda qui e divertiti : http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimenti_giudiziari_a_carico_di_Silvio_Berlusconi

> , così operando i politici oltre a cercare di fare bene il proprio lavoro doveva obbligatoriamente crearsi una difesa verso le accuse personali.

Yawn(sbadiglio),che palle..

>Il nostro premier , come più volte con toni ironici ha ripetuto , è colui che ha dovuto presentarsi centinaia di volte innanzi ad un tribunale .

Come sopra : http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimenti_giudiziari_a_carico_di_Silvio_Berlusconi

>Insomma qui non è per fare figli o figliastri , per dire io sto in alto e non posso essere giudicato mentre tu sei un pezzente e soccombi ..non è questo

No,infatti non è questo.Qui hai ragione

> , il lodo Alfano è ricerca positiva di sicurezza e di stabilità.UN MINISTRO CON MENO PROBLEMI PERSONALI AVRA' UN RENDIMENTO MAGGIORE NEL SUO OPERATO.

Eh??Come??Potrei anche darti ragione,ma i ministri...diciamo che sarebbero preferibili e con la fedina penale candida e senza procedimenti penali in corso.

>Come da copione di un programma televisivo di quarto ordine spunta il sigor Di Pietro,

Lui “c'hazzecca” sempre ricordalo.Eheh

>che , tralasciando il problema con l'italiano riesce sempre a farsi capire

LOOOL,questa è stupenda,GRANDE !

>e credo che molto spesso sarebbe meglio per la sua reputazione che ciò non accadesse. Con questo che cosa voglio dire?Ma , ovvio, un magitrato un uomo che , e bisogna darne merito, ci ha ripulito l'Italia da politici che operavano dietro valigie piene di piotte,ora che fa?

Fermo,Fermo,Fermo.Non ti scaldare.E poi tieni conto che Di Pietro HA TENTATO di ripulire l'Italia da “politici-che come dici te-operavano dietro valigie piene di soldi”.Perchè il livello di corruzione che c'è oggi in Italia...beh se lo sognavano.

>Inizia come sempre a demonizzare le proposte dell'avversario politico e il massimo lo ha raggiunto proprio sul lodo Alfano.Ricordiamo .

>Celebre frase propinata da tutti i T.G. e da tutti i giornali nei giorni scorsi:"così facendo un ministro potrebbe anche uccidere, anche uccidere."Ma io rimango allibito , accetto sempre che il caso estremo è sempre il più chiaro ed il più facilmente fruibile , ma arrivare a pensare che un personaggio di spicco della scena politica un mattino esca di casa e inizi ad impallinare chi incontra sapendo di non andare incontro ad un processo mi sembra veramente che esageri.L'esagerazione poi è pantomima ed intelletualmente riduttiva , Di Pietro è intelligente e sa benissimo che questo esempio era fuori luogo , chi ha potere di certo non cade in basso perdendo ciò che si ha guadagnato andando in giro come un pistolero del far west.

Oddio,fermo..non cominciare a sparar boiate a ruota libera perchè sai benissimo quanto l'esempio di DiPietro fosse metaforico,e lo hai scritto pure.In realtà,diciamolo(DIGIAMOLO,va letto come se lo leggesse Satana alias Ignazio“Gioca Jouer”LaRussa)il molisano,m'è caduto in basso quando ha affermato come Berlusconi (come effettivamente fa) agisca da,parole del moliterno,“magnaccia”.Se la poteva risparmiare,o quanto meno,definirlo un “Lenone”ecco.(Tu sai cosa sia un lenone,non provare a rigirare sta frase a tuo piacimento che ti“ssstecco”le mani.Lo spiego ai lettori del blog.Il Lenone è un termine aulico per definire quanto detto prima ovvero “magnaccia”,ok?)

>Veniamo invece a ciò che è successo a PIAZZA NAVONA , e questo veramente va citato e sottolineato più volte.

Si vabbè...Il sempiterno discorso del VAFFA.mah.Yawn(sbadiglio).

>Il nostro amico Antonio come ciliegina sulla torta , insomma come direbbero a Napoli ò babbà,

O come direbbero sempre a Napoli “Uèèè Antòòò”

>ha organizzato questa discesa in piazza per unirsi contro questa proposta incivile, tenendosi tutti uniti aspettanto Grillo..Bravo ex-ministro con Grillo che ha offeso tutti !!

Sai benissimo che ha manifestato contro il suo stesso governo quando ci fu la stessa discussione per l'indulto.La considero un tuo delirio personale, ergo salto avanti senza risponderti.



>Questo di certo dopo il V-day non ci deve scandalizzare, ma è scandaloso che tanti giovani pendano dalle labbra di Grillo , l'uomo che attacca tutti per non essere attaccato , colui che parla bene e razzola male..Scusate ma vi sembra normale applaudire , incitare , una persona che accusa l'altro non presente che quindi non può avvalersi del contraddittorio?E' giusto danneggiare, ingiurare l'altro? QUESTA è INCIVILTA' mi dispiace dirlo ma Di Pietro qui ha toppato , perchè ha manifestato con mezzi che ha sempre criticato .

Qui non ho ne mezzi ne news per poterti contestare e quindi vado avanti.

>Infatti l'ingiura facile ha caratterizzato sempre una parte della sinistra, anzi di comunisti, di coloro che soltanto per avere idee marxiste si ritengono superiori, coloro che si definiscono radical schic di sinistra che fa tanto moderno.

LOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLL.

STU-PEN-DO.Ah,se non ci fossi tu a fare invettive contro quelli che mangiano i bambini,come faremmo noi?Non c'è niente di meglio di queste cose per iniziare al meglio la giornata.Grazie.Ah,si scrive “radical Chic” non “radical Schic”ma queste son piccolezze,me ne rendo conto.

>Ma per favore nel rapporti personali che vivono solo grazie alla civiltà , alla correttezza e al rispetto reciproco non si devono fondare su destra e sinistra , con esenzione di superiorità

Ma diobono(il cantante degli U2,eh.Non è un espressione blasfema,e qui il Saimon mi cade dalla sedia in preda a spasmi e risate,ma tant'è,proseguiamo...)È da Novembre che ti ripeto che destra e sinistra non esistono ma ci stanno prendendo in giro,ma te niente...Si nicchia ancora una volta,eh?

>Quindi invito Di Pietro a tornare a fare il suo lavoro senza impantanarsi in situazioni che gli fanno gettare solo fango addosso .Come ha detto il nostro premier quella manifestazione è stata spazzatura.

Le Opinioni personali del presidente del consiglio dei ministri nella XVI° legislatura,al momento,contano meno di una §oggetto usato dai falegnami e/o lemma usato per indicare la masturbazione maschile§

>In ultimo io mi sento a favore del lodo Alfano ,

Perchè ancora non l'hai letto.

>e vorrei che chiunque rifletta su un punto , mentre il governo lavora per migliorare il nostro paese l'opposizione sfila ed insulta ,

STRA-LOOOOOOOOL,sei tonico stasera,eh?Strano che dopo queste non ti abbian preso a Zelig.Comunque sia bando alle ciance,il DDL Alfano è un altra legge ad Personam(cioè fatta apposta per lui,il presidente del consiglio,nonchè dell' AC Milan Spa)ma sempre dopo queste :

  • modifiche strutturali e di pena alla disciplina del falso in bilancio (legge n. 61/2002)

  • la legge sulle rogatorie (legge n. 367/2001)

  • l'introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il presidente del Consiglio in carica ("Lodo Schifani", 140/2003), rimasta in vigore per pochi mesi in quanto dichiarata incostituzionale dalla relativa Corte e riproposta nella attuale legislatura come Ddl.

  • la "legge Cirami" sul legittimo sospetto (Legge n. 248/2002)

  • la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi e favoriva la scarcerazione dell'amico e collega di partito Cesare Previti) ("Legge ex-Cirielli", 251/2005)

  • l'estensione del condono edilizio alle zone protette (legge delega 308/2004) (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi)

  • l'introduzione dell'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento (DL n. 3600)

  • la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni (Legge 112/2004)

  • il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (ricorso n. 15/2005 alla legge regionale 8/2004) (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi)



>perfino Napolitano è stato attaccato.

Ah se Giorgio si facesse sentire alzando un po' la voce...Giorgiooooooooooo! Dove seiiiiii?E poi scusa,ma dove sta scritto che non posso attaccare il presidente della repubblica?Certo,sempre nei termini dell'educazione senza arrivare agli eccessi di Grillo.

>Roba da pazzi..

Roba da Pazzi-Ni. “Giampaaaaaaolo Paaaaaaazzzini due a zeroooo”(caressa cit.-si Saimon l'ho scritto apposta per te)




posted by thelinuxuser @ 17:47 - lunedì, 30 giugno 2008
Direttamente da PSG,un consiglio vero,da Buon Padre di Famiglia:




Per i forti di stomaco,QUI c'è la versione "integrale".

posted by thelinuxuser @ 01:24 - lunedì, 30 giugno 2008

posted by thelinuxuser @ 04:11 - domenica, 29 giugno 2008
Si è vero.Siamo usciti ai quarti con una squadra di vecchi.Contro una Spagna di giovani.Panucci versus Fabregas per dirne una.Che se fossimo passati sarebbe stato un furto nei confronti di chi effettivamente ha giocato meglio di noi.

Ma siamo sempre più forti degli inglesi.

posted by thelinuxuser @ 22:47 - sabato, 28 giugno 2008



QUI ll'intervento del Collega

posted by thelinuxuser @ 22:19 - giovedì, 26 giugno 2008
Qualcuno?Mistero.....

            

Proprio due gocce d'acqua,non è vero?

posted by thelinuxuser @ 16:32 - giovedì, 26 giugno 2008
Lo Wii-Fit è
un videogioco sviluppato dalla Nintendo per la console Wii. Inizialmente chiamato Wii Salute Pack, è stato poi presentato alla conferenza Nintendo E3 dell'11 luglio 2007 con il suo attuale titolo Wiifit, dal famoso videogame designer Shigeru Miyamoto. Wii Fit è stato rilasciato il 1 dicembre 2007 in Giappone, mentre in Europa la data di lancio è stata il 25 aprile 2008 e in Italia il 24 aprile. L'8 maggio per l'Australia e il 19 maggio per il Nord America. Wii Fit contiene circa 40 esercizi divisi in 4 categorie: Yoga, Esercizi Muscolari, Esercizi Aerobici e Giochi di Equilibrio.
Eccone due rapide ed attente recensioni sui pregi e difetti del Wii-fit :


                           1                                                                                       2
                                                                                                                                                                         
         

posted by thelinuxuser @ 17:09 - giovedì, 19 giugno 2008


Non sono poche le azioni dell'autorità italiana delle TLC, quella che in teoria dovrebbe guidare un processo di liberalizzazione del settore garantendo i soggetti più piccoli a tutela di pluralità d'offerta e concorrenza, che lasciano spazio al dubbio che questa scriva regole nell'interesse dei due maggiori operatori, così rendendoli ben più ricchi di quanto non siano ed a discapito tanto dei consumatori che di quelle altre aziende che credono di poter contare sul diritto per poter fare impresa in Italia.
I contorni di un trend di approvazione di certe regole che sembrano scritte su misura di alcuni - o viceversa di non applicazione di certe altre che sarebbero a sfavore degli stessi - appare sempre meno sfumato ormai da tempo; ed è in questo scenario di incertezza che esce la notizia dell'ultima tegola, quella con cui si rimodulano le "tariffe di terminazione".
Prego vivamente chi inizia a leggere questo articolo di prendersi una pausa caffè, e di seguire con attenzione e fino in fondo fatti ed argomentazioni: sono temi sì un po' complessi e forse noiosi nella lunga trattazione che segue, ma toccano direttamente le tasche di tutti i consumatori italiani e gli interessi di molti piccoli imprenditori che vorrebbero concorrere sulla base di regole certe ed uguali per tutti, e potrebbero svelare l'origine dei profitti mostruosi di chi sul filo delle regole ci scrive il business plan.

Iniziamo con lo spiegare di cosa stiamo parlando: le "tariffe di terminazione" sono quegli importi che vanno pagati per il tratto di telefonata che passa sulla parte finale del "filo", la rete di chi riceve una chiamata. Facendo un esempio, nel caso di una telefonata dell'utente Tizio da un telefonino o telefono fisso dell'operatore X verso l'utente Caio che ha un telefonino con Y, poniamo che Tizio paghi 15 centesimi al minuto: una parte di questa cifra dovrà essere versata dall'operatore X all'operatore Y, che gestisce la linea dell'utente Caio che riceve la chiamata. Questo avviene, con tariffe molto differenti, sia nel caso di reti fisse che di reti mobili.

Il principio (corretto) che determina questa prassi, è che l'operatore ricevente ha un costo di gestione della propria rete mobile nonché un ammortamento pluriennale del costo iniziale sostenuto per realizzarla, ragion per cui se qualcuno - per parlare con un suo cliente - transita sulla sua rete, questo deve pagare. Normalmente gli utenti finali non sanno nemmeno che esistono, tali tariffe, giacchè il pagamento delle stesse è regolato tra gli operatori. Tizio sa solo che, per chiamare Caio, paga in bolletta o sulla sua scheda ricaricabile 15 centesimi al minuto.

Ora, logica vuole che più "vecchia" sia questa rete e più numerosi siano i clienti dell'operatore che la possiede, meno dovrà essere onerosa questa "tassa d'attraversamento". Difatti la Commissione UE, che dirama le direttive verso le singole authorities, sposa proprio tale principio dicendo che queste tariffe di terminazione debbano essere quanto più vicine possibile ai costi reali (l'ammortamento più costo di gestione, visti al passaggio precedente), e che debbano essere tenute alte solo per gli operatori nuovi entranti onde consentirgli di misurarsi nel fare concorrenza ad aziende molto più grandi.

Ragionando un po' meglio sugli effetti di questa regola, la logica vuole che - nel caso questa "tassa" si discosti di molto dai costi reali - ne deriva un sovrapprofitto che va soprattutto a vantaggio degli operatori più grandi in termini di numero di clienti: difatti sarà verso questi che i clienti degli operatori più piccoli effettueranno, verosimilmente, il maggior numero di chiamate.
Spiego meglio questo concetto con un altro esempio: poniamo che tre operatori di telecomunicazioni X, Y e Z abbiano tutti insieme 100 utenti, che questi utenti si conoscano e telefonino tra loro in modo omogeneo, e che le tariffe di terminazione siano uguali per tutti e tre. Di questi utenti, poniamo che solo 10 siano clienti del piccolo Z e gli altri siano divisi equamente 45-45 tra gli altri due operatori maggiori. Ora, se i due "grandi" probabilmente vedranno compensarsi reciprocamente le tariffe di terminazione che dovrebbero riconoscersi a causa delle chiamate tra utenti dell'uno e dell'altro, è viceversa realistico che l'operatore più piccolo dovrà pagare a ciascuno dei grandi una somma 4,5 volte superiore a quella che riceverà da questi per le terminazioni sulla propria rete.

È per questo motivo che, da tempo, in Europa si attua una asimmetria delle tariffe di terminazione a vantaggio dei più piccoli o nuovi entrati: quelli che hanno per definizione meno clienti.

Ma storicamente esiste anche un'altra forte asimmetria, ed è quella tra le tariffe di terminazione delle reti fisse e quella delle reti mobili: la ragione iniziale era quella dei diversi costi di realizzazione delle reti fisse e mobili nonché dei costi di asta per le licenze UMTS, comparati ai minori costi teorici necessari a fornire servizi su rete fissa.
Per chiarezza, dunque, le terminazioni si pagano anche tra reti diverse (un operatore di rete fissa paga la terminazione all'operatore di rete mobile del chiamato, e viceversa), e le tariffe di terminazione delle reti mobili sono sempre molto più elevate delle corrispettive per reti fisse. Inoltre è ormai da anni accentuata la tendenza crescente a chiamare verso i numeri cellulari (visti ormai come "numeri personali") per essere certi di trovare a colpo sicuro il chiamato, anche nel caso di chiamate da fisso.
Ora, se tutto questo intreccio di chiamate tra reti fisse e mobili e diverse "tasse" di terminazione tra diverse reti, si svolgesse in uno scenario "normale" e si rispettasse il principio dell'orientamento al costo per chi non ha bisogno di "sovvenzioni", tutto quello che vi ho appena descritto sarebbe il naturale svolgersi delle cose.

Ma non siamo in uno scenario normale e la distorsione, invece, c'è su almeno tre punti:
1. Il settore delle telecomunicazioni fisse è altamente competitivo perché privo di barriere all'accesso (chiunque può fare l'operatore di telefonia fissa), come dimostrato da prezzi (e conseguenti ricavi ed utili) costantemente decrescenti da molti anni.
2. Di converso, il settore delle telecomunicazioni mobili è un "club esclusivo" a cui non si può accedere, e macina profitti straordinariamente e continuamente elevati, con un trend di discesa appena accennato.
3. I costi reali di passaggio sulle reti mobili dei grandi operatori sono MOLTO più bassi delle tariffe di terminazione fissate dall'AGCom.

Tutti e tre i punti sopra esposti sono assolutamente dimostrabili in modo ben più esaustivo di come argomenterò di seguito, ma sarebbe davvero lungo e noioso esporre tutto in questa sede.

Il primo punto è cosa universalmente nota, esistono svariate decine di operatori telefonici ed internet provider che si affrontano sul mercato.

Sul secondo punto, anche i più ingenui si sono resi conto che i finti operatori virtuali (pochissimi, attivati perché c'era il rischio di una pesante condanna da parte dell'autorità Antitrust, condanna che il garante non ha inflitto fidandosi di impegni poi lasciati inattuati da parte degli operatori imputati nel procedimento) entrati sul mercato italiano non sono in grado di competere né di far scendere i prezzi, in quanto non sono altro che dei meri rivenditori. Discorso simile vale per i servizi a valore aggiunto via sms la cui pubblicità ci bombarda in tv e sulle riviste: chiunque si sarà accorto che i fornitori di loghi e suonerie sono da sempre quei pochi (una decina in tutto) e che l'offerta è livellata sui medesimi prezzi per loghi, suonerie monofoniche e polifoniche, nonché giochini java. Il giro è ristretto perché, anche in questo caso, sono gli operatori mobili a decidere chi può vendere loghi e suonerie e chi no, nonostante la normativa non dica che abbiano questo diritto. Quando la competizione è scarsa i prezzi sono notoriamente alti, ma in questo caso l'allineamento dei prezzi meriterebbe indagini più approfondite.

Riguardo il terzo punto, basti dire che l'autorità francese ha calcolato in 4 centesimi i costi attuali dei suoi operatori maggiori, ed in 2,5 centesimi i costi proiettati al 2011. In Italia le tariffe appena fissate sono più che doppie, e gli operatori francesi hanno meno clienti di quelli italiani su cui ammortizzare i costi. Ma se non bastasse posso aggiungere che l'AGCom possiede carte, acquisite dal procedimento in antitrust che ho prima menzionato, da cui si evince che i maggiori operatori italiani mentono deliberatamente quando comunicano i costi su cui poi si basa l'authority per fissare le tariffe. L'autorità, dunque, sarebbe ben cosciente delle differenze tra costi reali e dichiarati: perché fa questo regalo agli operatori mobili?
L'effetto perverso di tutto questo scenario è che una moltitudine di operatori più "poveri" (gli operatori fissi), sommata agli operatori mobili minori, paga un balzello che gonfia di sovrapprofitti i bilanci dei due più grandi operatori mobili, che diventano sempre più forti dei piccoli concorrenti. Questi colossi sono così in grado di generare flussi di cassa ed utili paurosi che, come nel caso di Vodafone, gli possono permettere di andare a fare shopping acquistando operatori fissi (vedi il caso di Tele2), incrementando ulteriormente le loro quote di mercato.
Vi siete accorti che non è mai avvenuto, al contrario, che un operatore fisso si comprasse un operatore mobile?
Il problema non è "solo" sul fronte dei sovrapprofitti: l'impossibilità di accedere al mercato mobile, fa sì che le decine di operatori fissi non possano offrire sul mercato servizi convergenti (internet, telefono fisso e sim) come invece stanno facendo gli operatori mobili, lasciati liberi a questo punto di fare offerte "a pacchetto" che gli operatori fissi non possono replicare.

In proposito alla sproporzione tra le tariffe di terminazione ho voluto raccogliere una opinione terza, contattando a Bruxelles Innocenzo Genna, Presidente di ECTA (European Competitive Telecommunications Association), il quale sulla nuova delibera AGCom ha dichiarato: "La differenza tra valori di terminazione fissa e mobile è troppo elevata: gli operatori mobili ricevono fino a 10 volte di più degli operatori fissi new entrants. Tale distanza non può essere imputata alla differenza dei costi reali (gli operatori di rete fissa new entrants hanno costi di investimento relativamente maggiori rispetto ai mobili ed all'incumbent Telecom), è semmai il risultato di diverse metodologie di contabilità dei costi. Si tratta di una situazione che può nuocere gravemente sul piano competitivo, perché consente agli operatori mobili - in particolare al duopolio TIM-Vodafone - di monopolizzare i servizi convergenti fisso-mobile. Occorrerebbe invece arrivare ad una simmetria delle tariffe tra fisso e mobile nel più breve tempo possibile".

Anche un accorato appello dell'AD di H3G Vincenzo Novari su questo argomento, pubblicato ieri, in un passaggio recita: "(...)creando le premesse per la realizzazione di un duopolio di fatto nelle tlc mobili". In realtà H3G protesta non solo per la accelerata riduzione - solo in capo a lei - delle tariffe di terminazione, ma anche per un immenso regalo che l'authority sta facendo agli operatori più grandi, consentendo loro di iniziare ad adoperare la tecnologia UMTS sulle frequenze del GSM. Frequenze che H3G non possiede, che sono molto pregiate per la capacità di penetrare negli edifici, e che gli operatori storici non hanno pagato (se non cifre assolutamente ridicole rispetto a quelle dell'asta UMTS).
Non sembra proprio una coincidenza, il fatto che sia Genna che Novari paventino il rischio di un duopolio. Il rischio che Telecom e Vodafone conseguano utili enormemente superiori al normale, grazie alle tariffe di terminazione e grazie al loro "mercato recintato", e che li adoperino per finanziare l'ulteriore acquisizione di quote di mercato, è concreto ed immediato. Tutti gli addetti del settore se ne sono accorti, tranne - pare - il Presidente dell'Autorità Corrado Calabrò, il cui unico pensiero è quello di trovare una formula condivisa per separare la rete da Telecom Italia. Presidente, mi rivolgo qui a Lei per aggiungermi ai molti che sono lieti che sia giunto finalmente a condividere l'importanza del tema "separazione" e che la NGN dovrà portare la fibra fin dentro le abitazioni, ma i problemi delle telecomunicazioni italiane non sono tutti riconducibili a questo. La latenza cronica dell'istituzione da lei presieduta nell'affrontare con efficacia le distorsioni della concorrenza sta uccidendo le piccole e medie imprese del settore. Una rete separata quando saranno rimasti solo due operatori non servirà a nessuno.
Tornando a rivolgermi ai lettori, lo scenario odierno che parrebbe intuire dalla lettura degli avvenimenti sarebbe quindi il seguente: in AGCom porte spalancate per ascoltare le istanze di Telecom Italia e Vodafone, sempre più beneficiarie di cortesie regolamentari (per quanto mi sforzi, non saprei come altro chiamare le recenti delibere); la stessa autorità chiuderebbe concettualmente il portone quando si tratta di ascoltare le proteste di tutti quei piccoli che vorrebbero parità di trattamento per entrare nel mercato delle telecomunicazioni mobili e poter competere, giacché nessuna delle istanze di questi soggetti si tramuta mai in una delibera in loro favore né, quando si riscontra una violazione dei "soliti due", nella netta applicazione dell'esistente. In passato, proprio quando le cose si sono fatte clamorose, al limite l'autorità si è adoperata per cercare una mediazione di tipo "politico", come se un abuso potesse divenire un "mezzo abuso".
Al momento, dunque, mi risulta che facciano (figurativamente) la fila a via delle Muratte, sede romana dell'autorità, decine di operatori fissi ed ISP che vorrebbero poter diventare operatori mobili virtuali per offrire servizi di convergenza. Al momento ciò è impossibile, e siamo il solo paese europeo a non aver nemmeno un MVNO nonostante se ne legga il contrario (Presidente Catricalà, l'autorità Antitrust da Lei presieduta avrebbe di nuovo cose da dire in merito, vero? E che cosa sta aspettando, se posso permettermi di chiederglielo?). Insieme a questi primi soggetti, sono nella stessa situazione di attesa centinaia di aziende che vorrebbero dire la loro nel mercato dei servizi premium via sms, quelli che si offrono su quella decade 4 che l'AD di un operatore mobile prega di "non rendere interoperabile" quando scrive di suo pugno al Presidente dell'AGCom.
Tutte queste aziende stanno in fila in piedi, con il numeretto in mano, e hanno da un pezzo smesso di ridere alla vecchia battuta del "mercato italiano altamente concorrenziale" che va ancora bene solo per alcuni giornali. E iniziano ad essere stufe dell'attesa anche perché, mentre fanno la fila per essere ricevute, vedono entrare ed uscire dall'Authority i dirigenti di alcuni operatori che si muovono come fossero a casa loro; spesso li vedono perfino uscire per prendere un caffè fuori al bar, proprio con quegli interlocutori con cui si sta aspettando di parlare. E quei dirigenti dell'istituzione talune volte finiscono per diventare dirigenti del grande operatore che fino ad un minuto prima era sottoposto ai loro controlli. È vero che non sia molto naturale che tra controllori e controllati esista una simile cordialità, ma qui spesso ci si trova tra ex o futuri colleghi, e questo rischia di far perdere il senso della misura.
In conclusione, se è vero che lo sviluppo economico di un paese passa per la capacità della sue imprese di innovare e crescere, in mancanza di segnali da parte dell'autorità competente è forse giunto il momento di appellarsi al nuovo Governo perché intervenga, e lo faccia in modo più incisivo di come non abbia finto di intervenire il Governo precedente (che con una mano ha cancellato i costi di ricarica, e con l'altra ha lasciato aumentare le tariffe e raddoppiato la durata delle licenze UMTS).
Presidente Silvio Berlusconi, Sottosegretario Gianni Letta, Ministro Giulio Tremonti, Ministro Claudio Scajola, Sottosegretario Paolo Romani: come voi stessi dite, è arrivato il momento di cambiare l'Italia ed investire sul futuro, ed il futuro nelle telecomunicazioni - un settore che vale alcune decine di miliardi di Euro solo in Italia, oggi concentrato nelle mani di poche aziende straniere - è figlio di una moltitudine di piccole e medie imprese italiane che sarebbero in grado di competere ove correttamente tutelate, trainando la crescita del PIL ed attraendo investimenti dall'estero.
Non è un sogno impossibile, quello di avere in Italia una Silicon Valley europea. C'è la stessa inventiva, la medesima microimprenditorialità, perfino lo stesso buon clima della California. Manca la certezza dell'applicazione di regole che favoriscano la crescita di quei piccoli campioni che oggi vengono uccisi per far sopravvivere delle imprese vecchie, e manca la possibilità reale di competere: dateci tutto questo e vedrete cosa siamo in grado di fare.
Qualcuno potrebbe arrivare a credere che l'Authority competente sia controllata dai controllati, ed impossibilitata a divincolarsi dalla presa. Il Governo darebbe un segnale molto grave se tacesse lasciando proteggere dei colossi elefantiaci che non competono alla pari, e che ormai rappresentano un modo passato di fare impresa ed offrire servizi che sia i consumatori che gli imprenditori italiani vorrebbero archiviare.

(da qui)

posted by thelinuxuser @ 17:02 - giovedì, 19 giugno 2008
Ogni volta che l’Italia partecipa a una manifestazione sportiva internazionale, succedono le stesse cose. Le stesse, identiche. E ogni volta ci stupiamo che il destino ci abbia colpiti in questo modo.

1-La squadra gioca noioso e cagasotto, che si dice “all’italiana”. Le altre squadre tirano castagne furibonde da fuori area, inventano, rischiano, esagerano e segnano, mentre noi stiamo dietro alle polemiche della panchina e al campionato più bello del mondo.
2-La squadra delude e fatica a qualificarsi.
3-Gli arbitri sono contro di noi e la cosa ha indubbiamente condizionato il match.
4-Temiamo complotti, biscotti, trame occulte e gàbole da parte di altre squadre, che potrebbero mettersi d’accordo per passare dei turni con maggiore serenità. Faccio notare che noi siamo quelli che in nome del risultato sono disposti a sfoderare Machiavelli, Diabolik e anche Arbogast, e poi dire be’ in certi casi conta il risultato. E fare la faccia di quelli furbi. We know one more than the devil. Noi siamo quelli che quando uno fa una furbata in campo, la chiamiamo “esperienza”. Per dire l’atteggiamento di fondo.

     Insomma secondo me anche stare buoni e non invocare l’onestà di uno (Van Basten) che potrebbe tenere a riposo i titolari stravincenti della propria squadra solo in nome del buon senso, ecco sarebbe forse un segno di salute mentale italiana e calcistica. Quindi un gesto del tutto assurdo, mi rendo conto. Però. Alla decima volta, uno che dica basta con questa roba non si trova?
     Ah, post scriptum: I telecronisti della RAI non si possono sentire. Il mondo cambia e noi al commento tecnico abbiamo ancora ex-giocatori analfabeti che sanno solo dire banalità (visto che quelli capaci li ha presi Sky). Il tono generale della telecronaca è prolisso, sfigato, antiquato e del tutto privo di competenze diverse da quelle del bar sotto casa. Dove sono molto più simpatici e ti fanno anche il bianco spruzzato o il bloody mary, per dire.

(da qui)


posted by thelinuxuser @ 18:00 - lunedì, 16 giugno 2008

posted by thelinuxuser @ 17:24 - lunedì, 16 giugno 2008

posted by thelinuxuser @ 22:42 - giovedì, 12 giugno 2008
- Papà, cosa sono le icone?
- Sono immagini sacre.
- E perché Windows ne ha tante?
- Perché ci vogliono i miracoli per farlo funzionare